Corso di nuoto per bambini: perché e quando iniziare

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La tematica corso di nuoto per bambini è di grande interesse.

Noi mamme siamo sempre molto ansiose riguardo alle attività extra scolastiche dei bambini.

Gli piacerà, è troppo stancante, è ancora troppo piccolo, dovrò fare i salti mortali per portarcelo?

Tutte queste domande sono comuni. Ma poi tutte le mamme dicono: a nuoto però ci deve andare.

Quali sono i benefici di un corso di nuoto?

Che i bambini imparino a nuotare è certo una bella cosa, anche utile.

Da mamma pensare che Penelope se la possa cavare nell’acqua da sola mi da sicurezza.

Oltre a questo si tratta di uno sport completo, adatto sempre, che favorisce il benessere dei bambini.

Si tratta di uno sport che sollecita il movimento di tutti gli arti in maniera ritmica  favorendo il coordinamento neuromotorio.

Sono tutti d’accordo.

Infine, i bambini generalmente amano stare a mollo.

Quando iniziare?

Gli specialisti consigliano di avvicinare i bambini al nuoto intorno ai quattro anni.

L’età è data dalla maggiore consapevolezza, nella capacità di gestire una situazione di difficoltà, di non andare  nel panico.

Ovviamente non bisogna mai abbassare la guardia quando i bambini fanno il bagno, sopratutto se ancora non hanno imparato a nuotare e ad andare sott’acqua.

Noi abbiamo portato Penelope in piscina per un corso di baby nuoto a 10 mesi, ma si trattava di un’esperienza che lei ha fatto con noi e non un vero e proprio corso. Ci immergevamo insieme e giocavamo o camminavamo nell’acqua, lei stava sempre in braccio a noi. Ricordo questi momenti con dolcezza, lei era piccolina e si faceva scivolare sull’acqua da me con curiosità e tenerezza.

Adesso invece seguiamo un corso di nuoto per bambini vero e proprio. Lei ha due anni e mezzo e mi sono chiesta se non sia troppo presto.

La prima lezione l’ho vissuta con ansia. Ero su una sedia a pochi metri da lei e non l’ho persa di vista un secondo. Mamma-Paranoica, lo leggevo negli occhi degli istruttori.

Mi sentivo molto come al primo giorno di asilo, ve ne ho parlato in questo articolo.

La classe è fatta di bambini dai tre ai cinque anni, più qualche bimbo più piccino come Penny.

I bambini indossano una ciambella ed entrano in una piscina dove non toccano ma dove ci sono sempre due istruttori in acqua che possono intervenire.

Si tratta di una ciambella senza mutandina per cui se il bambino sposta le braccia potrebbe cadere. Potrebbe in ogni caso rigirarsi, cappottarsi in avanti, sfilarsi la ciambella.

Non pensavo che Penelope avrebbe fatto una di queste cose, pensavo che le avrebbe fatte tutte.

E invece nessun bambino è andato a fondo, si è rigirato, si è cappottato o si è sfilato la ciambella. Nemmeno lei.

I bambini hanno delle risorse incredibili e più sono soli, più le tirano fuori.

Mentre la vedevo comunque impegnarsi per spostarsi nella piscina, in quello che per me è uno spazio piccolo ma per lei immenso, mi sono chiesta se si stesse divertendo.

Nuotare per lei implica uno sforzo. Si divertiva o faceva fatica? Non lo so.

Quando è uscita dalla piscina a caldo le ho chiesto se voleva tornarci e mi ha detto, no basta mamma.

Dopo due ore mimava i gesti fatti in piscina e mi diceva che voleva ritornarci subito. I bambini sono così.

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