Non urlare ad un bambino – almeno proviamoci

non urlare ad un bambino

Un genitore dovrebbe cercare di non urlare ad un bambino. È vero ma a chi non è capitato?

Io purtroppo a volte urlo e poi sono divorata dai sensi di colpa.

Ci vuole una buona dose di autocontrollo e soprattutto tanta consapevolezza del danno che  si può fare.

Perché non urlare ai bambini

Urlare ai bambini è un modo ingiusto di rispondere ad un comportamento, a prescindere da cosa abbia fatto. Un genitore è un porto sicuro e se questo porto sicuro è aggressivo il bambino è destabilizzato, ferito, tradito. Per di più urlare non ha effetti positivi e rende il genitore infantile e vulnerabile.

Le urla sono la prima reazione, rozza e poverella, a qualcosa che ci destabilizza, spaventa e innervosisce. Chi non riesce a farsi ascoltare urla.

Possiamo decisamente fare meglio con un po’ di self control.

Conseguenze sulla psicologia dei bambini 

Le urla sono una manifestazione primordiale di imposizione, non mi ascolti e io urlo più forte, prima o poi abbasserai le penne.

È un atteggiamento intimidatorio, minaccioso, che ha lo scopo di sminuire e zittire. Pensa se un tuo amico o un collega lo facessero con te.

Si tratta di una violenza vera e propria che può portare a cali di autostima, agitazione e frustrazione.

In più il bambino crescerà con questo esempio, ed imparerà che per farsi rispettare o anche solo ascoltare bisogna prevaricare, alzare la voce, imporsi sull’altro.

Inoltre, un bambino che riceverà urla ed aggressività la immagazzinerà e la porterà con sé altrove, riversandola in altri contesti (magari quello scolastico, amici, cugini).

Tutto bello ma come si fa?

Non sempre serve sgridare, a volte va bene anche un semplice cenno, uno sguardo, una parola o una frase decisa. Alcuni genitori rimproverano per piacere agli altri, per quello che pensa la gente, perché se un bambino fa casino i genitori devono intervenire in modo forte.

Cerchiamo di farlo nel modo più sano e utile. Mettiamoci nei suoi panni e chiediamoci cosa deve e cosa può capire dal nostro rimprovero.

A me è piaciuto questo libro: Urlare non serve a nulla.

Come non urlare ad un bambino?

Capire di sbagliare è già un grande grandissimo passo poiché ci fa comprendere l’errore nel momento in cui lo stiamo per compiere. Questo aiuta a limitare i danni.

Consapevolezza, questa grande alleata.

È necessario un grande lavoro di autoeducazione e controllo su noi stessi. Quando stai sentendo il mostro che nasce dentro te e sta per esplodere, puoi tirarlo un attimo giù, fare un passo indietro e prendere un bel respiro (è una parola!). Come dice Daniel Tiger “Quando sei arrabbiato e ti vuoi calmare, fai un bel respiro, fino a 4 puoi contare…1, 2, 3, 4”. Si tratta di un esercizio di autoeducazione formidabile che mira a proteggere il bambino ma prima di tutto a migliorarci come esseri umani.

Come rimproverare un bambino

Il modo giusto per rimproverare un bambino non c’è. Ci sono bambini e genitori dai mille caratteri e sfaccettature, per ognuno di loro c’è un modo migliore. Quindi pensa al tuo bambino, al suo carattere, a cosa pensi possa farlo ragionare o comprendere. E poi pensa a te, a quale comportamento potrebbe rispecchiarti e venire fuori in modo naturale e impulsivo che non sia aggressivo. Certe volte può bastare anche una storia con una morale simile all’insegnamento che vogliamo dare.

Non urlare ma migliora la arringa. Se devi urlare forse è anche perché non sei convincente. Dovresti provare a migliorare le argomentazioni e pensare se sono adatte per un bambino. La mia pediatra mi dice parla bene, piano, poco e deciso. È una parola per me che sparo 3000 parole al minuto!

Ebbene si, urlare è un totale fallimento educativo e personale. D’altronde un celebre proverbio diceva “se hai ragione, non hai bisogno di urlare”.

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3 Comments

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